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TURISMO: LE PERLE SPRECATE DELLA VALLE DEL SAVUTO

TURISMO: LE PERLE SPRECATE DELLA VALLE DEL SAVUTO di Salvatore Diana.
Noi che facciamo parte del contesto territoriale della cosiddetta Valle del Savuto, ma anche altre comunità calabresi in generale, dovremmo venire paragonati ai proverbiali “porci” che ricevono in dono “perle” e le sprecano per ignoranza e mancanza d’iniziativa! La similitudine è impietosa ed in parte mortificante, ma calza perfettamente ad ogni analisi o considerazione messa in atto per confutarla.
La Natura prima di tutto e poi la Storia stessa hanno dotato la nostra Terra di preziosi regali, quali paesaggi mozzafiato e reperti storici di valore inestimabile che noi non consideriamo affatto, tutti protesi a piangerci addosso come “abbandonati” dalle istituzioni e dalla fortuna, a fare le vittime predestinate!
La vita mi ha insegnato che non tutto succede per caso … a volte un minimo di intelligenza e di iniziativa nel trattare questo tipo di doni può fare girare la “ruota” nel senso contrario ed arrecare lavoro, importanza e benessere a chi va cercando di migliorare le proprie condizioni di vita. Ho girato un poco nei panni del turista ed ho constatato che altrove le cose vanno diversamente, DOVUNQUE ogni attrattiva viene sapientemente sfruttata dalla popolazione locale per fare e vivere di TURISMO! Ci si coordina, si creano strutture di accesso e di coinvolgimento come strade, agriturismi, aree di ristorazione, circuiti di trekking eccetera!
Da noi vista, la presenza di prestigiosi reperti dell’epoca romana come i tre ponti di Tavolaria – Fratte – Sant’Angelo, presenti sul Savuto a pochi chilometri l’uno dall’altro e compresi fra i comuni di Rogliano – Marzi, Carpanzano – Scigliano ed Altilia, in questa ottica si potrebbe sfruttarli creando una sorta di ITINERARIO FLUVIALE-ARCHEOLOGICO . Si ricorda che le strutture citate erano accessorie alla storica Via Popilia dei Romani, che seguendo il corso del fiume arrivava fino alla sua foce, tra i comuni di Nocera Terinese e Campora San Giovanni! Si dice che, essendo allora il fiume navigabile, la sua corrente veniva usata dai romani per inviare i tronchi dei pini silani sino alla costa, dove venivano caricati sulle navi per Roma!
Tutto questo presupponeva un traffico impensabile che aveva come teatro la nostra zona, traffico proseguito nelle epoche successive quando altri popoli invasori e dominatori utilizzarono il tracciato viario per il passaggio delle proprie truppe o i mercanti per far viaggiare le loro merci.
Si spiega così il fatto che i ponti vengono chiamati o di Annibale o dei francesi … sicuramente sia il primo che i secondi dovettero necessariamente attuare qualche restauro per utilizzare le strutture e quindi i nostri antenati attribuirono loro la paternità completa dei manufatti!
Ma la nostra bella Valle non è solo ricca di Storia … vi sono attrattive paesaggistiche straordinarie di cui, purtroppo, anche la gente del posto ne ignora l’esistenza o l’ubicazione! Come la spettacolare Cascata di Cannavina, quasi al congiungimento del torrente omonimo col fiume Savuto ed a circa 100 metri dal primo dei tre ponti, quello di Tavolaria. Vi si arriva prendendo la strada che dalla frazione Balzata di Rogliano discende sino al fiume, proseguendo poi per la frazione Orsara di Marzi, rinomata per i suoi castagneti e l’aria salubre! Come si vede le opzioni sono tante … se tutti i COMUNI “bagnati” che ho citato sinora aggiungendo quelli di Belsito e Malito, per favorire lo sfruttamento turistico si organizzassero in un CONSORZIO creando o ripristinando vie di collegamento fra i vari siti e strutture accessorie, allora forse non “qualcosa” ma “tanto” cambierebbe per noi!
Sarà un giorno possibile REALIZZARE questa specie di UTOPIA? Da parte mia spero tanto che la Natura e la Storia riescano a farci crescere ed a emancipare laddove il “malgoverno” e la “mala politica” hanno deluso! Se questo accadrà LE PERLE NON SARANNO STATE SPRECATE!!!
(Salvatore Diana)

Contributo fotografico

Ponte delle Fratte

Contributo video (

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